COME ABBIAMO STRUTTURATO I PROCESSI OPERATIVI DI UN’AZIENDA DI TURISMO DIDATTICO.
IL CASO VENETO SEGRETO.
Quando il business cresce ma il sistema no, ogni nuova opportunità diventa una nuova fonte di caos.
In questo articolo
Immagina di ricevere una telefonata da un insegnante mentre sei a fare un sopralluogo. Rispondi, dici sì, la gita è confermata. Poi la giornata va avanti, non c’è stata nessuna mail, nessun messaggio scritto. Torni in ufficio, poi a casa dalla famiglia. E quella gita sparisce, non dal calendario, ma dalla memoria. Almeno fino all’indomani.
È uno scenario banale. Ed è esattamente quello che succedeva all’inizio della sezione didattica di Veneto Segreto. Non perché mancasse organizzazione o attenzione, ma perché mancava il sistema: nessuna organizzazione dei processi operativi, nessun flusso definito, nessuna policy condivisa, nessun processo scritto che reggesse il lavoro nei momenti in cui l’attenzione era altrove.
Chi è Veneto Segreto
Veneto Segreto è un progetto di turismo esperienziale che porta le persone alla scoperta dei luoghi meno raccontati del Veneto: castelli, borghi, percorsi naturalistici, itinerari storici fuori dai circuiti classici. Il progetto è gestito da un piccolo team con una rete di guide locali e collaboratori.
Ha due anime distinte: gli eventi per il pubblico generale e la sezione Scuola e Didattica, rivolta agli istituti di tutta Italia. Quando ci siamo conosciute, quella sezione era alla sua prima stagione. Le richieste arrivavano, gli istituti si moltiplicavano, le province si espandevano. Ma il sistema operativo non cresceva alla stessa velocità.
Il problema: processi impliciti e strumenti non adottati
La situazione aveva una caratteristica precisa: tutto funzionava, ma solo se l’owner ci stava sopra in modo continuativo. Non esisteva nessun processo scritto che reggesse in autonomia. Ogni richiesta veniva gestita da zero, senza un catalogo di destinazioni a cui attingere, senza modelli di comunicazione pronti, senza un flusso condiviso con il team.
I problemi concreti erano questi:
Casella email condivisa senza policy. Il team lavorava sulla stessa casella Gmail senza regole chiare su chi gestisce cosa, senza etichette strutturate, senza modelli. 681 messaggi non letti in arrivo. Aprire la posta era già di per sé un’attività che consumava tempo ed energia.
Nessun flusso per la gestione delle gite. Le richieste arrivavano via telefono, via mail, via WhatsApp. Alcune venivano confermate a voce, senza passare per uno scambio scritto. Risultato: appuntamenti non tracciati, conferme non formalizzate, gite perse.
Nessuna alberatura su Drive. I documenti relativi alle destinazioni — percorsi, costi, guide, note operative — erano sparsi tra mail, chat e file locali. Non esisteva un archivio strutturato da cui attingere. Tutto veniva reinventato ogni volta.
Analisi economica incompleta. Il file delle gite non restituiva un quadro chiaro dei margini reali. Era impossibile prendere decisioni di pricing su basi solide.
Il classico scenario in cui il problema non è la mancanza di strumenti, ma la mancanza di un sistema che li faccia lavorare insieme.
L’approccio: mappatura dei processi prima degli strumenti
Non siamo partite dagli strumenti. Siamo partite dal processo.
Prima di toccare Gmail o Drive, abbiamo mappato come funzionava il lavoro: come arrivavano le richieste, quando, chi le gestiva, cosa succedeva dopo la conferma, dove si perdevano i pezzi. È da questa mappatura che è emerso con chiarezza dove intervenire e in quale ordine.
Da lì, abbiamo lavorato per aree tematiche, in modo progressivo, nell’arco di circa un anno e mezzo.
Cosa abbiamo fatto, nel concreto
Flusso scuole
Il cuore del lavoro è stato standardizzare il processo di gestione delle gite scolastiche, dall’arrivo della richiesta al feedback post-evento.
Oggi il flusso è scritto e condiviso. Ogni fase ha i suoi modelli di comunicazione pronti, un Google Calendar dedicato con nomenclatura standard per ogni evento, e una sequenza definita di controlli nelle settimane precedenti l’uscita. I feedback raccolti a gita conclusa, tramite Google Form, alimentano sia il miglioramento del servizio sia i contenuti per i canali social.
Sul fronte commerciale, abbiamo introdotto una proposta con scadenza temporale: uno strumento semplice per ridurre i preventivi rimasti in sospeso e accorciare i tempi di risposta delle scuole.
Segmentazione del parco clienti e analisi del potenziale di fidelizzazione
Standardizzare il flusso era necessario. Ma da solo non bastava: ogni gita rischiava di restare una transazione isolata, senza costruire relazioni durature con gli istituti.
La domanda strategica che ci siamo poste era questa: quali scuole possono diventare clienti ricorrenti nel tempo, non solo per un anno?
La risposta ha portato a un’analisi del mercato potenziale focalizzata su istituti comprensivi, scuole paritarie, private e steineriane, cioè quegli istituti che, avendo più ordini di grado sotto lo stesso tetto (dalla primaria alla secondaria di primo e secondo grado), permettono di costruire una relazione continuativa con gli stessi insegnanti e dirigenti per otto anni o più.
Abbiamo mappato questi istituti per area geografica, classificandoli per tipologia e potenziale di aggancio. Il risultato è stato un parco prospect qualificato su cui concentrare la promozione: meno dispersione, più probabilità di trasformare una singola gita in un percorso pluriennale. Un cambio di prospettiva che sposta l’attenzione dal numero di uscite al valore nel tempo di ogni relazione.
Materiali e presenza esterna
In parallelo al flusso interno, abbiamo lavorato sulla presenza esterna: brochure fisiche per gli incontri con i docenti, un evento di presentazione rivolto agli istituti e la sezione Scuola e Didattica sul sito, con schede per ogni destinazione che si alimentano direttamente dall’archivio Drive. Nessun doppio lavoro: un aggiornamento nel Drive si riflette sul sito.
Gestione email e policy di comunicazione
Abbiamo strutturato la casella condivisa definendo una policy chiara: chi gestisce cosa, con quali etichette, con quali modelli. L’obiettivo non era cambiare strumento, Gmail era già lì, ma adottarlo sfruttando al massimo le potenzialità, con regole che reggessero anche nei momenti di sovraccarico.
Alberatura Drive e migrazione dei documenti
Abbiamo progettato l’alberatura del Drive Condiviso partendo dalla domanda che guida sempre questo tipo di lavoro: come cercherò quel documento tra sei mesi? La struttura è organizzata per destinazione e tipologia, con permessi definiti per ogni area. La migrazione è avvenuta in modo progressivo, partendo dai documenti correnti.
Ogni destinazione ha oggi la sua scheda: percorso, livello scolastico adatto, guida di riferimento, note operative. Da questo archivio si alimenta sia il lavoro quotidiano sia la sezione didattica del sito: ogni aggiornamento in Drive si riflette automaticamente online, senza doppio lavoro.
Analisi economica
Abbiamo rivisto il file di gestione delle gite per restituire un quadro chiaro dei margini reali su ogni uscita: una base concreta da cui impostare il pricing e prendere decisioni strategiche.
I risultati
La sezione Scuola e Didattica è in crescita e funziona con un sistema autonomo: la gestione operativa del flusso gite è stata delegata a una collaboratrice. L’owner si concentra su sviluppo e promozione, invece che sull’esecuzione quotidiana
Cosa puoi portarti a casa
I processi impliciti non sono scalabili. Se il processo esiste solo nella testa di chi lo esegue, non è replicabile e non è delegabile. Scriverlo, anche in forma imperfetta, è il primo passo.
Una casella condivisa senza policy è una fonte garantita di confusione. Non serve cambiare strumento: serve definire chi gestisce cosa, con quali regole.
L’alberatura va progettata prima di costruirla. La domanda giusta non è “come organizziamo i file?” ma “come li cercheremo tra sei mesi?” Quella risposta guida la struttura.
Un archivio ben progettato lavora per te su più fronti. La struttura giusta non è solo un modo per trovare i file: è un sistema che può alimentare processi diversi senza duplicare il lavoro.
Il flusso viene prima degli strumenti. Gmail, Drive e Calendar funzionano bene solo se c’è un processo chiaro su cui appoggiarsi. Senza flusso, anche i migliori strumenti restano inutilizzati.
Hai un business in crescita e senti che il sistema organizzativo fatica a tenere il passo? Parliamone.
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📸 Foto di Goszton





